Concerto: «LA MUSICA DI SHAKESPEARE» Musicisti inglesi del ‘600

Concerto: «LA MUSICA DI SHAKESPEARE» Musicisti inglesi del ‘600
Nell'Inghilterra del Seicento, oramai unita alla Scozia e reduce dallo splendore culturale dell'epoca di Elisabetta, la musica  conosce due grandi momenti: il primo, all'inizio del secolo, ad opera di musicisti ancora nati in epoca Tudor, contemporanei di Shakespeare, che sanno fondere i grandi traguardi del linguaggio poetico barocco con il fascino di melodie accattivanti e di raffinate elaborazioni polifoniche. Un periodo che culmina nell'opera di John Dowland.
Al di là della cesura costituita dalla rivoluzione e da Cromwell, il secolo si chiude con l'opera del più grande tra i musicisti britannici, Henry Purcell, che pur morto giovane lascia dietro di sé una produzione vasta ed eccellente, capace di coniugare al più alto livello l'eredità locale con gl'influssi provenienti dalla Francia e dall'Italia.
Nella cultura inglese, per tutto il Seicento (e fino ad oggi) sopravvive l'uso della voce maschile in falsetto, normalmente adottata nelle cappelle musicali e rilanciata, alla fine del Novecento, da esecutori sempre più abili e famosi. Unita al cembalo, questa voce "altra", inusuale, ha il poter di evocare dal primo momento un mondo che sembrerebbe perduto ma che invece presenta una sua sottile quanto profonda affinità anche con il nostro tempo.